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APPUNTAMENTI
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maggio, 2012
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IL SANTUARIO DEL PILASTRELLO A DOVERA: DOV'È
Da Lodi prendere la S 472 per Pandino, Rivolta d'Adda e Treviglio. Dovera si trova a meno di 10 chilometri dalla città.
UN PO' DI STORIA
La storia del santuario della Beata Vergine del Pilastrello incomincia il 14 maggio del 1386: una fanciulla, Caterina, sordomuta e paralizzata alla mano destra, si trovava a pascolare le sue oche lungo il rivo che scorreva nelle vicinanze dell'attuale Santuario. Era anche il luogo della fontana pubblica del piccolo paese, dove tutti venivano ogni giorno, per attingere acqua per la propria casa. Davanti alla fontana, poi, la pietà popolare aveva posto l'immagine della Madonna dipinta su un pilastro e proprio un quel punto avvenne il miracolo: Caterina guarisce improvvisamente dalla paralisi della mano destra e dalla infermità che la rendeva sordomuta dalla nascita. Un avvenimento che secondo gli storici del tempo richiama una folla ingente, non solo dal paese di Dovera, ma anche dai paesi vicini e persino da Lodi, nel giorno stesso del prodigio. La devozione popolare farà sorgere poi un piccolo Santuario sul luogo del pilastro sul quale stava dipinta l'immagine della Madonna e un santuario più grande sul luogo della Apparizione della Madonna.
Il Santuario più piccolo andrà distrutto nel 1636, a cusa di gravi lesioni alle strutture, subito però ricostruito con altro stile (1700).
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COSA VEDERE
Il santuario originario - Il santuario maggiore venne ricostruito nel 1700, dopo che il precedente, più piccolo, rovinasse.
La chiesa originaria è meglio conosciuta come "i Santoni". Questo nome le deriva dalle due gigantesche figure di Santi posti ai lati della facciata. Il vero capolavoro della chiesa è appunto la facciata, in quanto è l'unica parte che conserva gli affreschi originali, raro esempio di pitture di scuola giottesca in Provincia di Cremona. La fronte è preceduta da un portico rustico sorretto da pilastri, di cui si possono ammirare delle tracce di affreschi. Nella lunetta del portale gotico vi è un affresco raffigurante una Resurrezione. Ai lati troviamo le due gigantesche figure di Santi, mentre nella parte centrale troviamo una delicata Annunciazione. Al di sopra della scena troviamo una raffigurazione di Gesù Cristo. La decorazione ad archetti ciechi intrecciati in terracotta, che corre anche lungo i fianchi della chiesa scanditi da massicci speroni, ne denunciano l'origine gotica. All'interno possiamo ammirare una serie di affreschi votivi raffiguranti Madonne con Bambino, Santi ed Episodi della Vita di Cristo, anch'essi eseguiti tra la fine del XIV e l'inizio del XV secolo. Queste pitture, che ricoprono la controfacciata ed i fianchi della chiesa, sono accompagnati da affreschi eseguiti in epoca moderna, raffiguranti S.Agnese, S.Francesco e l'Albero di Jesse.
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Il Santuarietto settecentesco - Accanto alla chiesa antica vi è il secentesco Santuarietto, eretto sull'area della cappella protettiva dell'affresco del Pilastrello, ora conservato nella chiesa vecchia, demolita nel 1639. La facciata si presenta assai semplice, sormontata da una cupola ottagonale eseguita nella prima metà del secolo scorso (1920 - 1922). All'interno vi è una sorta di atrio decorato sulla volta da affreschi moderni raffiguranti i Dottori della Chiesa, mentre sulle pareti troviamo i Santi Bernardo e Domenico, di incerta attribuzione. Più interessanti sono gli affreschi che ornano gli altari laterali. A destra troviamo l'Apparizione a Caterina, opera della seconda metà del Settecento attribuita la cremasco Mauro Picenardi ma anche al milanese Francesco Corneliani, mentre a sinistra troviamo la Madonna della Pace, eseguito nel 1922 dal milanese Cesare Secchi. Nella cappella ottagonale, posta dietro l'atrio, possiamo ammirare il grupo ligneo raffigurante l'Apparizione della Madonna a Caterina, opera eseguita nel 1922 dai fratelli Cappuccini di Milano.
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La chiesa parrocchiale - Lungo la via principale troviamo la mole della nuova chiesa parrocchiale, edificata nel 1961 in sostituzione di quella più antica, di stile gotico lombardo. Della chiesa antica si conserva la facciata posta lungo la via Roma. Edificata nel XIV secolo in stile gotico lombardo, si presenta con monofore poste a fianco del portale, mentre il rosone risale al XVI secolo. Alcuni elementi quali davanzali e decorazioni in cotto, provengono da un'antica casa. All'interno, della parte antica ammiriamo la sacrestia, ornata sulla parete sinistra da un affresco del XV secolo raffigurante l'attributo di S.Luca Evangelista: il Bue Alato. Nella cappella posta a destra vi è una scultura in gesso raffigurante la Pietà, eseguita nel XVII secolo. Gli armadi in legno che ornano la parete d'accesso al Battistero vennero ricavati dalle porte dell'antica chiesa e risalenti al XVII secolo. Nel Battistero possiamo ammirare, sulla controfacciata, degli affreschi del XIV secolo raffiguranti S.Francesco, S.Lorenzo, S.Quarto. Nella controfacciata della chiesa nuova possiamo ammirare gli affreschi provenienti dall'antico Convento di S.Damiano, eseguiti all'inizio del XV secolo e raffiguranti gli attributi degli Evangelisti (L'angelo per S.Matteo e l'Aquila per S.Giovanni). Bello è pure il Corcefisso ligneo, realizzato tra il XVI ed il XVII secolo e proveniente dalla Cattedrale di Lodi.
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Villa Barni - della Scala - Nella vicina frazione di Roncadello possiamo invece ammirare una delle più belle Ville dell'Alto Cremonese: la Villa Barni-Della Scala. La Villa Barni venne eretta tra il 1690 ed il 1693, su disegno degli architetti Michele e Pier Franco Sartorio, esponenti attivi del rococò lodigiano. Impostata su pianta ad U, con un grande cortile quale fulcro, la villa presenta una bellissima facciata tripartita in due corpi laterali, più bassi, che rinserrano il corpo centrale, più alto. Le aperture sono incorniciate da un delicato profilo mistilineo, con balconcini in ferro battuto dalla forma concava alternata a quella convessa. Nelle due ali laterali, al piano terra, si aprono delle nicchie dove sono alloggiati busti in stile romano classico, posti su alti piedistalli poggianti al suolo.
Il salone è completamente affrescato. Il soffitto a padiglione è decorato da quadrature con grottesche di gusto pompeiano; gli affreschi, così come quelli dei salotti vicini, sono di mano piuttosto modesta, probabilmente di pittore del XIX secolo.
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FACCIAMO QUATTRO PASSI?
Per chi vuole visitare i dintorni di dovera c'è solo l'imbarazzo della scelta. Dal centro è possibile raggiungere l'oratorio di San Rocco con una passeggiata di venti minuti sulla strada campestre, quindi, dopo la visita agli affreschi di Callisto Piazza, nel santuario della frazione, è possibile osservare i macchinari del mulino e affacciarsi su uno degli angoli più caratteristici del fiume Tormo; si può poi visitare la zona dei fontanili e non bisogna dimenticare il medioevale Oratorio di Sant'Ilarione.
Infine può essere molto interessante una passeggiata alla ricerca delle innumerevoli santelle, che costellano il paese e i dintorni, segno della fede e della tradizione popolare.
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Oratorio di S. Rocco - Posto nella frazione di San Rocco, a circa 2 km da Dovera, venne costruito per ricordare l'apparizione di S.Rocco al mugnaio Ambrogio de Bretis, o Beretta, avvenuta nelle notti del 22, 23 e 24 giugno del 1542. Nel luglio del 1524 il Vescovo di Pavia concesse l'autorizzazione alla costruzione del tempio ed istituì la Confraternita di S.Rocco affinché l'amministrasse. Terminata la costruzione, la parte decorativa venne affidata, nel 1525, a Callisto Piazza, esponente di una nota famiglia di pittori lodigiani attivi soprattutto nel XVI secolo.
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L'interno, a navata unica, presenta ai lati due altari. A destra troviamo l'altare dedicato a S.Giovanni Battista; la cappella è riccamente decorata da affreschi probabilmente eseguiti da Francesco Soncino, un aiuto di Callisto Piazza. La pala d'altare raffigurante i Santi Rocco e Giovanni Battista che appaiono al de Bretis sdraiato sul letto e la relativa predella è attribuita a Callisto Piazza. La cappella dedicata alla Vergine, presenta degli affreschi eseguiti dai fratelli Fulvio e Muzio Piazza, figli di Callisto. Ma il vero capolavoro pittorico di Callisto Piazza in San Rocco lo ammiriamo nella zona presbiteriale. Nella parte centrale si trova la grande pala, attribuita sia a Scipione che a Callisto Piazza, raffigurante la Madonna seduta col Bambino.
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Oratorio di Sant'Ilarione a Barbuzzera - Nella frazione di Barbuzzera, distante circa 3 km dal capoluogo, si conserva un piccolo gioiello d'arte: l'oratorio di S.Ilarione. Edificato nel XIII secolo, come si può notare dalla struttura, presenta una facciata a capanna, mentre sui fianchi corrono degli speroni, caratteristici dell'architettura gotica. La facciata è stata rimaneggianta nel secolo scorso. L'interno è a navata unica, decorato da affreschi risalenti ad epoche diverse. I più antichi risalgono al XIII secolo. Nel presbiterio si può ammirare un capolavoro dell'arte cinquecentesca: la Crocifissione di Gesù, mirabile opera attribuita ad Ambrogio da Fossano, detto il Bergognone. Lungo le pareti della chiesa si possono altresì ammirare figure di Santi, tra cui spiccano San Rocco e S.Sebastiano, S.Antonio Abate e S.Siro.
Le santelle - Un'altra peculiarità di Dovera è la numerosa presenza di santelle ed oratori, eretti dalla devozione popolare. Le santelle sono piccole strutture ornate da un'immagine o una scultura di santi, eretti dal popolo quale punto di sosta per una preghiera. A Dovera vi sono le santelle di via XIV Maggio; sempre nella stessa via, presso la cascina Ogliari; al nr. 21 della stessa via. E poi, in via Palestro, nella frazione di Postino, in via Folla, presso il Mulino Vecchio, si trova una Statua della Madonna; all'incrocio tra la strada del Dosso e della Livia si trova la cappella del Latte; presso la cascina Livia si trova un gruppo scultoreo raffigurante la Madonna e S.Antonio Abate; in via Garibaldi, al nr. 32, un affresco; uno presso la cascina Riccaboni, in vicolo Torchio, uno in via Vittorio Emanuele al nr. 20 e uno al nr. 40, nel cortile interno. In vicolo della Madonnina, in aperta campagna, troviamo la cappella della Sacra Famiglia.
IL MOMENTO MIGLIORE PER ANDARCI
Il 14 maggio si ricorda il miracolo alla giovane Caterina con un serie di celebrazioni liturgiche durante la giornata, seguite, nella serata, dalla recita del rosario e dalla tradizionale processione per le vie del paese, guidata dalla statua della Vergine del Pilastrello. Alle manifestazioni spirituali si aggiungono manifestazioni folcloristiche, giostre e banchetti per tutta la giornata.
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