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APPUNTAMENTI
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maggio, 2012
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IL CASTELLO DI SOMAGLIA: DOV'È
(partendo da Lodi)
- con l'Autostrada del Sole: uscita casello di Casalpusterlengo - seguire la s.p. 126 "Lodigiana", direzione Codogno - svoltare a destra per Somaglia e San Martino Pizzolano.
- con le strade statali: seguire la via Emilia (SS n°9) - superare Casalpusterlengo - uscire seguendo le indicazioni per Somaglia.
UN PO' DI STORIA
Somaglia lega la sua storia a quella del suo castello. Il Castello Cavazzi della Somaglia si erge imponente a dominare la campagna circostante.
Le fondamenta e i sotterranei rivelano che una rocca doveva esistere già intorno al 1000. L'antico portone inoltre portava una lamiera di ferro dell'anno 1116.
Certo è che il castello fu ricostruito nel XV secolo, ad opera di Barnabò Visconti: la parte trecentesca è riconoscibile dai mattoni a vista e dai merli guelfi nella parte alta.
Barnabò diede in regalo il maniero alla moglie Regina della Scala, poi lo rese feudo dei fratelli Cavazzi, al cui nome il castello resta legato.
Nel Cinquecento il castello subì numerosi cambiamenti di proprietà. Nel Seicento i Cavazzi iniziarono una radicale trasformazione dell'edificio: la parte intonacata è infatti la modifica seicentesca, che trasformava contenitori di epoca medioevale in villa-palazzo.
Nel 1688, morendo senza prole Antonio II conte della Somaglia, il castello passò in eredità al nobile cremonese Paolo Dati. Da allora, per quasi due secoli, l'edificio non fu più abitato dai patrizi che lo diedero in locazione a famiglie del paese.
Nel 1980 l'amministrazione comunale, diede il via prima ad una laboriosa trattativa con l'amministratore di casa Somaglia; poi alla difficile opera di restauro.
Oggi è destinato ad ospitare istituzioni, associazioni, manifestazioni culturali, un centro per l'osservazione ambientale.
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COSA VEDERE
Il castello - Il castello si erge su una leggera altura, enfatizzata dal bel parco sottostante e lambita da un lato da un viale alberato che permette di ammirare tutt'intorno il maniero.
Vi si accede attraverso una scalinata che reca ad una piccola corte; su di essa si apre un portico a " serliana " e un portichetto con colonna singola che permette l'accesso all'imponente scalone un tempo decorato.
Purtroppo, a causa delle varie vicende storiche e dall'abbandono del complesso, non conserva nessuna traccia dell'antico splendore, solo qualche affresco nella sala detta "d'armi" in quanto custodiva armi da fuoco, lance alabarde ecc. fino alla meta del XX secolo.
Particolarmente significativa è la parte antistante il castello, un tempo adibita a scuderie, che delimitano un ampio spazio denominato "Piazza del Re" a ricordo degli antichi fasti. Sulla sinistra della scalinata che porta all'interno del castello si ergono due splendide querce centenarie.
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La chiesa - La chiesa parrocchiale sorge dinnanzi al castello. Fu benedetta e aperta al culto il 31 Dicembre 1773. Su disegno dell'Architetto Giulio Galieri di Milano.
Di grande interesse sono le due grosse tele o teleri (cm 450 x 800) nel presbiterio che rappresentano: a sinistra; per chi guarda verso l'altare, "Il trasporto dell'Arca Santa"" di Sebastiano Ricci (Belluno 1659-Venezia 1734) dipinto nel 1752; a destra "La cacciata dei mercanti dal tempio" dipinta nel 1732 da Angelo Trevisani: I due teleri erano stati dipinti per la Chiesa dei Santi Cosma e Damiano alla Giudecca di Venezia dove rimasero fino alla soppressione della Chiesa avvenuta nel 1806. Inseriti nei beni francesi, Napoleone le fece trasferire a Parigi, tornarono a Milano nel 1809 e furono assegnate alla pinacoteca di Brera. Nel 1818 il Conte Gianluca Cavazzi della Somaglia ottenne che fossero depositate e collocate nella Parrocchiale di Somaglia. Nel 1995 la Sovrintendenza ai Beni Artistici della Lombardia ha predisposto un radicale restauro conservativo dei teleri veneti, l'intervento è stato effettuato nei laboratori di restauro Nicola di Aramengo (Asti).
Oltre a quanto descritto la Chiesa possiede all'interno pregevoli opere degne di nota; un prezioso Altare maggiore in marmo, il magnifico coro e i quattro confessionali, idue quadri raffiguranti Sant'Alessandro Sauli (lato pulpito) e la Beata Vergine Addolorata. Infine l'organo del 1856, opera di Luigi Riccardi, splendido complesso di 2402 canne con effetti sonori straordinari per la varietà dei registri(oggi in disuso). |
FACCIAMO QUATTRO PASSI?
La riserva naturale di Monticchie - I dintorni del paese sono molto interessanti dal punto di vista naturalistico: da una stradina che sosteggia il cimitero si raggiunge la Riserva Naturale di Monticchie, ora SIC (Sito di Importanza Comunitaria).
La Riserva si colloca in una antica ansa fluviale del fiume Po, la caratterizzano una serie di risorgive che hanno favorito la ricolonizzazione della vegetazione spontanea.
La fauna è caratterizzata dalla presenza di colonie stabili di ardeidi nidificanti come le nitticore (Nitticorax nitticorax), le garzette (Egretta garzetta), aironi cinerini (Ardea cinerea) e, da qualche tempo, da una significativa colonia di aironi guardabuoi (Bubulcus ibis). Le risorgive sono popolate dalla endemica rana di lataste (Rana latastei), da tritoni (triturus carnifex), da crostacei (Ausropotamobius papillipes italicus, il gambero d'acqua dolce) e da pesci. Le zone circostanti le risorgive ospitano rettili e vi trovano rifugio numerosi piccoli mammiferi.
La Riserva è aperta a visite guidate ogni domenica mattina. |
Info:
0377/5790212 (Comune di Somaglia - da lunedì a venerdì, dall 9.00 alle 12.00)
per prenotazione visite guidate: si Nino Riboni 335/5362675
Il Po e il Gargatano - A qualche chilomentro dall'abitato scorre il PO, il grande fiume. Vi si accede attraverso un a strada che arriva al fiume nella località Gargatano. Di qui è possibile ammirare bei tramonti sul fiume o passeggiare (e pedalare) sulla riva o sull'argine maestro, ammirando il tipico, quieto paesaggio della campagna padana.
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IL MOMENTO MIGLIORE PER ANDARCI
A somaglia ogni due anni si tiene la rievocazione storica della dieta imperiale che nel 1158 l'imperatore Federico Barbarossa tenne nella piana di Roncaglia, nome antico con cui in passato veniva denominato il territorio di Somaglia.
E' uno dei principali appuntamenti culturali dell'intero territorio lodigiano, la cui eco ha varcato gli stessi confini provinciali e si tiene solitamente nel mese di giugno (la prossima edizione cadrà questa estate).
La manifestazione si distingue per la precisa e costante ricerca storica, per ricchezza di costumi e di personaggi, per l'uso di armi e macchine da guerra. |
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