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APPUNTAMENTI
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maggio, 2012
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| FEDERICO BARBAROSSA |
Federico Barbarossa Hohenstaufen (n. circa 1125 - Cilicia 1190), Imperatore del Sacro romano Impero, il 3 agosto 1158 concede la proprietà del Colle Eghezzone ai profughi di Lodi Vecchio, rasa al suolo dai milanesi, che si erano rifugiati nel borgo d'Isella. Nasce così la Lodi nuova.
Federico sottomette i milanesi ribelli e con la II dieta di Roncaglia (Somaglia), nel novembre - dicembre 1158, c'è una breve tregua. I lodigiani possono così cominciare a costruire le loro case provvisorie, fatte di legno e frasche.
Nella primavera dell'anno seguente, però, Milano si ribella di nuovo a Federico. L'imperatore scende in campo, contro Milano, il 14 luglio e poi si concentra nell'assedio a Crema, già attaccata dai cremonesi, alleati del tedesco. Il 26 gennaio del 1160 Crema capitola dopo carneficine spaventose e rappresaglie.
A Roma muore papa Adriano IV e Vittore IV contende al legittimo pontefice Alessandro III. L'imperatore si allea con il primo per sottomettere la chiesa. Ma Alessandro III lo scomunica.
Lodi è amica dell'imperatore infedele e anche il vescovo, Alberico da Merlino sceglie l'antipapa. La nostra città è continuamente attaccata dalle truppe antimperiali e fedeli al legittimo pontefice. Perciò Federico fa innalzare, nel 1160, le mura a difesa della città. In questo periodo, inoltre, i lodigiani tornano a Lodi Vecchio per recuperare, tra i resti della città distrutta dai milanesi, colonne e capitelli che possiamo ammirare oggi in Duomo e a San Lorenzo.
Nel 1162, dopo attacchi, trattative, sottomissioni e ribellioni, il Barbarossa attacca Milano e ne ordina la distruzione. Ben poco viene risparmiato dell'antica Mediolanum.
Federico torna in Germania cercando di risolvere la questione con la chiesa. Quando torna in Italia, nel novembre 1163 è a Lodi per il trasporto solenne delle reliquie di San Bassiano, da Lodi Vecchio, alla nuova Cattedrale.
Frattanto, morto Vittore IV, Federico fa eleggere un nuovo antipapa, Pasquale III.
Ormai la gran parte delle città è sottomessa ma i podestà e i funzionari tedeschi sono veri e propri dittatori che si fanno odiare dal popolo per il loro attaccamento al denaro.
Le città cominciano in Veneto a organizzarsi per far sentire le loro proteste.
L'imperatore si reca in Germania per raccogliere nuove truppe. Al ritorno le città filo imperiali restano deluse dall'incontro con l'imperatore: il sovrano tedesco, più che delle lamentele delle città, si preoccupa di conquistare Roma.
Il 7 aprile 1167 nasce la Lega Lombarda delle città guelfe e Lodi è costretta a entrarvi il 22 maggio quando si arrende all'assedio che i milanesi le hanno portato. Lodi, infatti, è in posizione strategica per la Lega!
Nel frattempo Federico espugna Roma il 24 luglio ma ben presto deve ritirarsi perché la peste devasta il suo esercito.
Il 22 settembre da Pavia lancia la sfida alla Lega ma nel marzo 1168, di nascosto, ripara in Germania, spaventato dalla potenza ormai acquisita dai guelfi.
Anche a Lodi, il clero, su pressione dell'arcivescovo di Milano, elegge un nuovo vescovo, Alberto Quadrelli, fedele a Papa Alessandro III.
La Lega innalza in Piemonte la città di Alessandria, in onore del Pontefice, ma soprattutto per spezzare il collegamento tra Pavia e il Monferrato.
Federico scende in Italia dopo sette anni per distruggere il nuovo comune ma viene sconfitto dalla Lega a Legnano nel maggio 1176. La pace di costanza nel 1183 segna la fine della lotta tra il Barbarossa e i comuni. Federico muore nel 1190.
ME FA VEGN IN MENT... (di Bruno Pezzini)
Lasèl pasà, che l'é de Lod!:
era il grido dei gabellieri sull'Adda e sul Po, quando sotto la protezione di Federico Barbarossa i lodigiani erano esentati dal pagare dazio per il trasporto di merci su fiume. Successivamente, e fino ai giorni nostri, è stato usato come scherno dagli abitanti del paesi vicini, o dai lodigiani stessi verso un concittadino pretenzioso e arrogante.
Na feris püsé la lengua de la spada.
In temp de guera gh'é püsé bale che tera:
per dire della inattendibilità delle notizie che ci
vengono date dagli organi di informazione in tempo di
guerra.
Chi fosse interessato ad approfondimenti può contattare Bruno Pezzini all'indirizzo: pezzini@lodionline.it
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