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APPUNTAMENTI
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maggio, 2012
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| DEFENDENTE LODI |
Defendente Lodi, (1578 - 1656), di Lodi, storico. Sacerdote, si laureò in entrambe le leggi nel 1603 a Pavia. A quel tempo gli intellettuali erano soliti frequentare delle Accademie. A Pavia Defendente partecipava a quella degli "Affidati e oziosi", mentre tornato in patria, fondò lui stesso quella della "Quercia". Tra le prime opere ricordiamo la "Vita di San Giovanni da Lodi, vescovo d'Agubbio", del 1614. Ne ritroviamo penna e stile negli Acta del terzo sinodo diocesano, nel 1619, mentre la sua fatica più importante è del 1629, i "Discorsi Historici in materie diverse appartenenti alla città di Lodi". I dieci discorsi trattano delle vicende lodigiane: dalla nascita di Lodi Vecchio, con i Boi, la trasformazione in colonia romana, passando per la fondazione della Lodi nuova, sino alla tragica fine di Giovanni Vignati (secolo XV), Signore di Lodi e di Piacenza.
Numerosi sono i manoscritti del Defendente Lodi che c'informano sulle chiese, gli oratori, i monasteri e gli ospedali della città e della diocesi. Egli ci fornisce un lungo elenco di nomi e luoghi altrimenti persi.
Egli si è dedicato alla storia della chiesa lodigiana con il "Catalogus sanctorum et beatorum Laudesium", la "Tabula episcoporum sanctae Laudensis Ecclesiae", le "Vite dei vescovi di Lodi" e l'"Elencus canonicorum Cathedralis Laudae".
Al Defendente Lodi si deve inoltre il "Racconto dei Podestà di Lodi", dal 1158 al 1650 circa, nel quale egli illustra la storia delle famiglie più illustri della città, su tutte quelle dei Vistarini e dei Cadamosto.
Uno storico a tutto tondo, che si è occupato di raccontare la storia della sua amata città con dovizia di particolari e spaziando in tutti i settori, dal sacro al profano, fornendoci un supporto insostituibile per qualsiasi ricerca storica.
Dopo aver servito per decenni la Chiesa di Lodi come canonico, vicario capitolare e vicario generale del Vescovo, volle terminare la sua vita nella Congregazione dell'Oratorio di San Filippo Neri, che si era insediata a Lodi nell'attuale Corso Umberto.
ME FA VEGN IN MENT... (di Bruno Pezzini)
Tüti i dì se na impara vüna:
non si è mai vissuto abbastanza.
La storia del Gipunà:
una storia, una faccenda che si ripete alla noia, indefinitamente (...c'era una volta un re, seduto sul sofà, che disse alla sua serva "raccontami una storia"; la serva la raccontò: "c'era una volta un re seduto sul sofà...").
L'aqua la cur al bas:
l'acqua scorre in basso; non ci si può opporre al corso naturale degli eventi; la storia insegna che ci va sempre di mezzo quello che conta di meno, e che le colpe vengona scaricate al basso.
Chi fosse interessato ad approfondimenti può contattare Bruno Pezzini all'indirizzo: pezzini@lodionline.it
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