giovedì 17 maggio 2012 ore 16:56,  S. Pasquale Baylon
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PAOLO GORINI
La matematica, la conservazione della materia organica, la geologia furono le discipline in cui Paolo Gorini eccelse nella sua vita di ricercatore e sperimentatore. Nato a Pavia il 28 gennaio 1813, giunse a Lodi nel 1834 come docente di fisica presso il liceo locale e restò nella nostra città sino alla sua morte. Già nel 1842 i suoi metodi per la conservazione delle sostanze organiche avevano suscitato grande interesse sia in Italia, sia all’estero. I suoi studi ebbero un arresto dovuto ai fatti politici e civili che nel 1848 agitarono la Lombardia.
Decisamente antiaustriaco, dopo le Cinque giornate di Milano, Paolo Gorini dovette fuggire in Svizzera. Dopo qualche tempo poté rientrare e riprendere i suoi studi e l’insegnamento. Di questi anni sono i suoi studi di geologia e quegli esperimenti spettacolari ch’egli chiamava “plutonici” e che eseguì nel 1852 anche a Parigi e a Londra, nonché a Milano alla presenza di Alessandro Manzoni. Esperimenti questi ultimi che non trovarono mai il riconoscimento della scienza ufficiale. Nel 1871 pubblicò l’opera “Sull’origine dei vulcani” conseguenza degli studi fatti su incarico del Ministro della Pubblica Istruzione Natoli. Fu nel 1872 che il Gorini ottenne una certa fama grazie alle imbalsamazioni dei cadaveri di Giuseppe Mazzini e dello scrittore scapigliato Giuseppe Rovani. Nel 1876 perfezionò il progetto del Crematoio Lodigiano che, nonostante le polemiche, il Municipio di Lodi costruì nel 1877 nel cimitero di Riolo. Poi arrivarono i primi riconoscimenti ed i “Crematoi lodigiani” furono costruiti a Milano e a Londra. Paolo Gorini morì nella sua abitazione di Lodi, il 2 febbraio 1881. Lo ricorda un monumento significativo, realizzato da Primo Giudici, nella Piazza dell’Ospedale Maggiore. Il particolare curioso di quest’opera è la tasca destra rovesciata: lo scienziato, che era sempre estremamente generoso nei confronti di quei poveri che gli chiedevano un aiuto, era solito uscire di casa con la tasca destra rovesciata quando non aveva nulla da offrire. Così fu immortalato quest’uomo generoso e geniale, con il quale la scienza ufficiale fu forse troppo severa.


ME FA VEGN IN MENT... (di Bruno Pezzini)

Mèi da chì ransignenti, che da là tirenti:
meglio vivi rattrappiti, che morti stecchiti.

Guarin, guaran, guarisarà no incö, guarisarà duman:
formula propiziatoria, accompagnata da carezze per garantire una pronta guarigione a un bambino che si è fatto un leggero male.

Mort Paolo Gorini:
risposta ironica a chi dà una notizia già vecchia, come se fosse nuovissima.



Chi fosse interessato ad approfondimenti può contattare Bruno Pezzini all'indirizzo: pezzini@lodionline.it



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