giovedì 17 maggio 2012 ore 16:57,  S. Pasquale Baylon
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OTTONE MORENA
Ottone Morena è noto soprattutto come autore della "Historia rerum laudensium tempore Federici Aenobarbi Cesaris", in questa opera viene raccontata la fine dell'antica Lodi e la sua riedificazione: la vecchia Laus fu infatti stata rasa al suolo dai Milanesi nel 1158 e fu Federico Barbarossa ad accogliere i profughi Lodigiani e permettere loro di ricostruire la nuova Lodi sul Colle Eghezzone.

Ecco il racconto di quell'importante avvenimento fatto da Ottone Morena:
«Il domani, che fu domenica, giorno 3 di agosto, festa di san Gaudenzio e dell'invenzione di san Stefano protomartire, del 1158, ascese Federico imperatore il suo cavallo, e con molti dei suoi principi e coi militi e soldati lodigiani, andarono al monte Guzzone.
Ora trovandosi sul monte e guardando torno a torno la terra, ecco un divino prodigio. Essendo il cielo perfettamente sereno, cadde improvviso un acquazzone ciò che fu tenuto per buon augurio. Cessata la pioggia, l'imperatore con un suo stendardo investì i Lodigiani della proprietà del luogo, ove ora è fabbricata la nuova città, nella rappresentanza dei consoli lodigiani Cosimo Morena, Archembaldo Sommariva, Loterio degli Aboni, e degli altri loro soci, che allora tenevano il governo di quella terra. E furono così costituiti i confini di essa città: dalla costa di san Vincenzo all'Adda sin dove fu incominciata la fossa sopra la palude, e da essa palude lungo tutto il fossato sino all'altra palude verso Selva Greca, sulla costa della medesima palude e sempre seguendo il corso della fossa sino al fiume Adda verso mattino.
Ciò fatto l'imperatore ed i Lodigiani ritornarono negli accampamenti .
E Lodi incominciò la sua nuova vita per la tenacia dei suoi abitanti e la ampia protezione ed aiuto del Barbarossa».


ME FA VEGN IN MENT... (di Bruno Pezzini)

La storia l'é maestra de vita; pecad che l'ha g'ha sèmper avüd la clas vöida:
l'uomo cade nei soliti errori, non facendo tesoro degli insegnamenti della storia.

El pes gros el mangia quel picinin.

Tüti i ani na pasa vün:
ovvietà filosofica sulla ineluttabilità del passare del tempo.



Chi fosse interessato ad approfondimenti può contattare Bruno Pezzini all'indirizzo: pezzini@lodionline.it



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