giovedì 17 maggio 2012 ore 17:00,  S. Pasquale Baylon
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GIUSEPPE NOVELLO
Giuseppe Novello nacque a Codogno il 7 luglio 1897. Suo padre Eugenio era veneziano, mentre la mamma, Antonietta Belloni era codognese e sorella del pittore Giorgio Belloni. Dopo aver frequentato il liceo a Milano, il giovane Giuseppe si iscrisse a Giurisprudenza nonostante la sua chiara propensione all’arte pittorica. Si laureò a Pavia dopo la prima guerra mondiale che combattè da alpino nella 46° Compagnia del Battaglione Tirano. Dopo aver frequentato l’Accademia di Brera, iniziò a pubblicare i suoi disegni umoristici sulla rivista "L’Alpino". Proprio nella redazione di questo giornale, incontrò Paolo Monelli e grazie a lui pubblicò, per l’editore Treves, la sua prima raccolta di vignette e racconti, "La guerra è bella, ma scomoda". Inoltre Monelli introdusse Novello al Bagutta, il famoso ristorante milanese, centro della cultura meneghina; qui incontrò, fra gli altri, Orio Vergani, Riccardo Bacchelli, Mario Vellani Marchi, Anselmo Bucci ed Emilio Morelli. Dal 1929 Novello pubblicò i suoi disegni prima sul "Guerin Meschino", poi su "Fuori sacco", la sezione umoristica della "Gazzetta del popolo". Le vignette di Novello furono pubblicate da Mondadori in due volumi, "Il signore di buona famiglia" (1934) e "Che cosa dirà la gente" (1937). Dal 1936 anche "La Lettura", il supplemento culturale del "Corriere della Sera", pubblicò le sue tavole. Nel frattempo Novello continuò a coltivare la sua passione per la pittura ed espose in numerose gallerie. Lo scoppio della seconda guerra mondiale lo vide di nuovo in divisa da alpino. Partecipò alla campagna di Russia e riuscì a tornare in Italia nel marzo del 1943; il 9 settembre fu fatto prigioniero ed inviato in un campo di internamento in Polonia. Iniziò un pellegrinaggio tra diversi campi di concentramento ed essendosi rifiutato di iscriversi al partito fascista continuò la sua prigionia che divise con Giovannino Guareschi, Roberto Rebora ed Enzo Paci. Rientrò di nuovo in Italia nel 1945 dove ricominciò la sua attività di vignettista e pittore. Dal 1948 le sue vignette comparvero sulla terza pagina de "La Stampa", mentre Mondadori continuò a pubblicare le raccolte delle sue tavole. Dal 1965 si dedicò soprattutto alla pittura ed all’inizio degli anni Settanta contribuì al riordino del lascito Lamberti, primo nucleo del museo di Codogno, al quale l’artista donò alcuni suoi pregevoli quadri e numerose tele di famiglia. Nel 1973 la Pro Loco ed il Comune di Codogno gli assegnarono il "Codognese benemerito". Nel 1984 il Comune di Milano gli conferì la medaglia d’oro di benemerenza. Giuseppe Novello morì a Codogno il 2 febbraio 1988.


ME FA VEGN IN MENT... (di Bruno Pezzini)

De nuel tüt l'é bel.

Parlà in matàfia:
parlare per sottintesi.

Fàghela adré a 'nquidün:
sparlare di qualcuno.

Fà el buchin da rid:
sorridere con dolce malizia, sogghignare.

Fà el curunin a vün:
spettegolare, tagliare i panni addosso, sparlare di una persona.



Chi fosse interessato ad approfondimenti può contattare Bruno Pezzini all'indirizzo: pezzini@lodionline.it



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