giovedì 17 maggio 2012 ore 17:08,  S. Pasquale Baylon
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LUDOVICO VISTARINI
Ludovico Vistarini nacque nel 1478, discendente da una nobile e stoica famiglia lodigiana. Poco si sa della giovinezza di Ludovico; una biografia a lui dedicata lo descrive come “fiero, altissimo di statura, domatore di corsieri, terribile nei mulinelli quando incalzava il nemico con la spada”. Nel 1522, esule in Roma, militò sotto le insegne del grande guerriero Prospero Colonna, dopo aver sconfitto in due combattimenti Marino da Norcia e Bosso Sforza. Mentre Lodi era tiranneggiata dalle soldataglie di Fabrizio Maramaldo, Ludovico Vistarini si era ritirato a vivere a Cavenago d’Adda, in un suo podere. Qui lo raggiunsero le suppliche dei lodigiani che lo pregavano di porre fine alle angherie del Maramaldo. Il Vistarini, d’intesa con il duca d’Urbino, generale della Lega, studiò un piano d’azione che gli permise di rimpossessarsi di Lodi nel giugno del 1526 e di costringere il Maramaldo nel castello. Neppure l’arrivo delle truppe di Alfonso d’Avalos, marchese del Vasto, generale delle armate imperiali, cambiò la situazione ed anzi il Vistarini ed il duca d’Urbino seppero conquistare completamente la città e la consegnarono al duca Francesco II Sforza. Ludovico Vistarini ebbe il titolo di “Padre della patria”. Lo Sforza in quel periodo si trasferì nel convento di S. Domenico a Lodi e volle il Vistarini vicino a sé. Questi divenne presto un suo uomo di fiducia; gli venne affidato il governo della città di Alessandria nel 1527; mentre quattro anni dopo venne incaricato di presidiare la città di Como, nella quale si segnalò nella lotta contro il Medeghino. Nel 1535 morì il duca Francesco II Sforza; non aveva eredi ed allora il ducato di Milano tornò alle dirette dipendenze dell’imperatore Carlo V. Sia Ludovico Vistarini, che i suoi congiunti, Lancillotto e Ansperando, furono nuovamente impiegati in numerosi incarichi dall’imperatore. Molti nobili signori furono accolti dal Vistarini nella città di Lodi. Nel 1541 fu lo stesso imperatore Carlo V ad accettare l’ospitalità di Vistarini, e, poi, nel 1551, fu la volta del principe Filippo di Spagna; nello stesso anno Ludovico ric
e ve tte la visita dell’impera to re Massimiliano d’Austria che ritornava dalla Spagna con la consorte Maria ed i due figli. In quell’occasione si vide a Lodi un elefante che il re del Portogallo aveva donato a donna Maria. Nel 1553 il Vistarini partì per la Corsica su incarico dei Genovesi
e la riconquistò ai francesi. Dopo altri prestigiosi incarichi l’esistenza di Ludovico ebbe termine nel 1555 a Milano. La salma fu portata a Lodi dove fu tumulata con grandissimi onori.


ME FA VEGN IN MENT... (di Bruno Pezzini)

Per fà la guera ghe vör di suldà:
per raggiungere un obiettivo ci voglio i mezzi.

Ciapà vün per i scartosi:
afferrarlo minacciosamente, anche figurativamente, nel senso di mettere uno alle strette.

Conte da le braghe vonte:
"conte dalle brache unte", nobile da strapazzo (per scherno, a uno che vuol apparire più di quello che è); vonte è l'italianizzazione (dato il titolo nobiliare citato) di vunte.



Chi fosse interessato ad approfondimenti può contattare Bruno Pezzini all'indirizzo: pezzini@lodionline.it



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